“UNA COSTITUZIONE MIGLIORE? Contenuti e limiti della riforma costituzionale” Recensione del testo di Emanuele Rossi – Numero 3/4 2016

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2525di Nicola Zanini *

r_3-4_2016Esprimere un voto consapevole richiede di avere una conoscenza adeguata della materia sottoposta a votazione, tanto più quando questa materia riguarda un aspetto essenziale della vita istituzionale del nostro Paese. Emanuele Rossi scrive il testo proposto con il chiaro intento di contribuire a rendere il più possibile ben informata una decisione di primaria importanza. A breve, l’elettorato italiano sarà chiamato ad esprimere il proprio parere sulla riforma costituzionale Renzi-Boschi che modifica 45 articoli della nostra Costituzione. D’altronde l’attuale proposta di riforma è solo l’ultima di vari tentativi (di cui solo uno effettivamente realizzato nel 2001) che affondano le loro radici nel lontano 1982 con il “decalogo Spadolini” a firma dell’allora Presidente del Consiglio: un cammino quindi non propriamente breve o precipitoso, che ha lasciato ampio spazio a riflessioni e proposte. L’Autore illustra analiticamente la proposta di revisione costituzionale partendo dal superamento del famigerato bicameralismo, trasformato da “paritario” a “differenziato”, con un rivoluzionamento del Senato della Repubblica, passando dalla presentazione del nuovo, meglio, nuovi procedimenti legislativi, fino ad approdare alle modifiche del Titolo V, riguardante i rapporti tra Stato, Province (abolite nella riforma) e i Comuni. L’analisi entra nelle viscere del testo approvato dal Parlamento e sottoposto all’attenzione popolare, presentandolo a “cerchi concentrici” cioè partendo dal nocciolo della modifica passando poi ad analizzare tutti i cambiamenti “secondari”, facendo notare all’occorrenza le contraddizioni e le perplessità, ponendo di tanto in tanto domande per sollecitare la riflessione del lettore. Il testo, suddiviso in capitoli più o meno corrispondenti ad ogni singola modifica, espone con chiarezza accademica il contenuto della riforma, garantendo la comprensione dell’oggetto di studio; potrebbe tuttavia apparire difficoltoso seguire il filo dell’esposizione per un lettore digiuno delle materie giuridiche, per il quale è consigliabile affrontare la lettura con l’ausilio del testo riformato raffrontato al testo vigente (stampato in appendice del libro). Il testo non manca di far notare anche le dubbie, talvolta inopportune, ragioni delle disposizioni riformatorie originali ed emendate, seguendo il filo storico del procedimento di approvazione parlamentare. Una costituzione migliore, quindi? Non resta che scoprirlo: buona lettura!

* Incaricato regionale FUCI Lombardia,
studente in Giurisprudenza all’Università
Statale di Brescia

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